Macchie. La diversità genera macchie. A volte si riesce a percepirla anche da lontano e la curiosità innata poi fa il resto. E ci frega. Mi avvicino, ma se guardo troppo da vicino l'immagine diventa sfuocata. Sono costretto a chiudere un occhio e a vedere le cose a metà. Ho provato a chiudere gli occhi uno alla volta ma le due metà non combaciano. C'è qualcosa che manca. La percezione della profondità. Perché un occhio alla volta vediamo due dimensioni, è avere costantemente due punti di vista differenti che ci regala la terza. E' il nostro cervello che se la inventa la terza dimensione, perché altrimenti avrebbe due visioni inconciliabili e impazzirebbe. Affascinante questa cosa. E poi se ti giri intorno le dimensioni cambiano perché quello che prima era profondità si distende di fronte a te e il punto di vista cambia ancora. Non abbiamo sufficienti punti di vista per vederlo tutto il mondo.
Ma c'è sempre un occhio che comanda, ognuno ha il suo, gli oculisti ti fanno fare un gioco per scoprire qual è. Perché ne abbiamo due di punti di vista, ma alla fine uno che decide da che parte andare ci deve essere.
Poi il cervello s'inventa la quarta perché le cose cambiano e quei cambiamenti ci insegnano da piccoli che si chiamano tempo. Ma siamo bravi soltanto con le macchie. Ci accorgiamo soltanto della diversità. Osservi a lungo una cosa e ti pare che non cambi mai che quella strana quarta dimensione si dilati. Ah già, anche questo. Se le inventa la terza e la quarta, e fa un po' come gli pare, le allunga le accorcia o addirittura le fa scomparire.
Dipende, dipende dagli occhi e dal punto di vista.
