P.S.D.F.W.

le tue parole precise e iperrealisti stridevano con le mie scarne, violente, minimali. la stessa storia due sguardi completamente diversi. Come se non ci fossimo mai conosciuti. Sguardi lesi da una parte all'altra della sponda. Gli stessi cadaveri sullo stesso fiume.

Da una parte soltanto il volto cereo nel fiume, c'è invece chi si sofferma sui colori della libellula che leggiadra si posa sull'erba illuminata dal riflesso del sole sull'acqua del fiume iridescente che stride con quei colori pallidi e slavati, giallo ocra marrone grigio di quel povero cristo lasciato a morire per una brutta storia che vi racconterò in un POST SCRIPTUM.

inutile lontano interte arreso

inizi a scrivere e t'è già passata la voglia.
Un altro letto nell'ennesima camera d'albergo. Uno sconosciuto accanto a me. Mediamente stupido, discretamente ignorante. E' la quotidiana sconfitta contro l'ottusità che alla fine, nonostante tutti gli sforzi, ti sfianca, ti arrende.

Arreso.

Inerte.

rimboccarsi le maniche una volta di più, per cosa poi. Trovare parole inutili per spiegare cose ancora più inutili. Si intravede, un po' incerta, la comprensione profonda di quei tizi che campavano in cima ad una colonna. Non meglio o più alto, semplicemente lontano.

Lontano.

Inutile.