Me lo ripeteva mia madre, in maniera ossessiva: metti a posto.
All'inizio, non sempre, io lo facevo.
Poi è diventata prima un'abitudine e dopo un po' un'ossessione.
Metto a posto.
Questo faccio: metto a posto, organizzo, sistemo, riordino.
Con ordine e metodo.
Metto a posto, con dedizione, per un mondo più ordinato, un pezzo alla volta, perché anche le cose più grandi sono fatte di cose più piccole, e da quelle si inizia, sempre, a mettere a posto.
Metto a posto anche le parole, con ordine e cura.
Ci vuole tempo per farlo: a volte c'è il posto, ma non c'è la parola.
A volte è il contrario: c'è una parola, ma non c'è il posto.
Si deve trovarlo il posto, o cambiare parola.
Quando ogni parola trova il suo posto le cose sono più chiare.
Ci vuole tempo, pazienza, ordine, metodo.
Ma non sono sicuro che quello che è il posto giusto per me sia anche il posto giusto per gli altri.
Questa cosa non è facile da mettere a posto.
Non tutti i pezzi combaciano, non tutti abbiamo un posto.
Io dove mi metto?
