una vecchia sedia comoda
notte velata da una strana inquietudine preludio d'insonnia seduto qui a scrivere cercando rifugio nella musica e nelle parole. quante cose viste fatte dette scritte alla ricerca di risposte sapendo che in fondo è meglio dimenticare le domande. in queste occasioni notturne il mio è un vorticoso ricadere nella mia malinconia. una vecchia sedia comoda e una luce puntata sulle mie mani. osservare i piccoli particolari spesso mi sfugge la visione d'insieme ma mi piace quando il quadro tutto ad un tratto si ricompone e la realtà mi esplode davanti. fare finta di niente sì ma è così difficile è così facile tradirsi basta una parola un gesto uno sguardo. piccole ovvietà. cercare per una volta di essere lineare cercare di spiegare. ma continuo come sempre ad innamorarmi soltanto dei particolari di quelle piccole cose che deviano dalla via maestra di quelle piccole cose che ci rendono diversi e memorabili. riascoltare il vecchio cappellaio pazzo e le sue risate era tanto tempo che non succedeva. è un brivido fatto di emozioni e di ricordi polverosi quello che mi scuote la schiena. brivido di interminabili viaggi e di albe fredde lucenti. è passato tanto tempo sono cambiate tante cose. ma come allora e come ha scritto il grande vecchio mi basta un'illusione per farmi coraggio. suoni lontani echi profonde rintocchi in queste notti con gli occhi piantati sul soffitto a non saper vivere il mio silenzio in questo luogo che pure sento mio. in quest'affascinante mucchio di colori costruito un frammento alla volta. in quanti luoghi mi sono sentito a casa. un telefono che squilla in piena notte in questa casa stranamente silenziosa. parole che fluiscono via leggere dolci assonnate tra uno sbadiglio un sorriso e una dolce buonanotte
