ero ancora lì dentro ieri sera, ma non m'ero accorto di niente. Poi mi sono voltato e l'ho visto. Il mio letto. Niente di speciale da ventanni a questa parte e invece ieri sera sì. Questo letto doppio dove dormo sempre solo dove ho passato infinite serate con gli occhi piantati in un libro o dentro un film.
Meglio spiegare.
La mia stanza è piccola, non minuscola, anzi la mia stanza è mediamente grande ma c'è così tanta roba accatastata che di spazio veramente non ce n'è più, camera mia insomma pare una schermata di tetris. E in mezzo a tutto sta il letto. Che è un letto doppio da quando ero così basso che avrei potuto dormirci per traverso, e in effetti ci dormivo anche, per traverso. Il mio letto doppio altro non è che una rete (di quelle con le stecche altrimenti poi mi steccolo io) e un materasso (di quelli tecnologici di lattice che altrimenti... sì uguale a prima, sto invecchiando e anche da giovane la mia schiena non è che fosse da competizione), il mio letto, dicevo, giganteggia in mezzo alla stanza e occupa il mio spazio vitale, o almeno così distrattamente pensavo fino a ieri sera. Poi quando mi sono voltato e l'ho visto cosparso di oggetti, il libro migrato dal comodino, il lettore mp3, le chiavi di tutte le stanze da aprire e da chiudere il telefono un pacchetto di sigarette semivuoto l'accendino e il gatto, scendi che se ti vede la mamma rompe le palle a me e scaraventa fuori te, mi sono accorto che non occupa un bel niente. Il mio letto è il mio spazio vitale. E non è una di quelle ciance che dicono dormiamo per un terzo (anche un quinto un sesto) delle nostre vite. Sul mio letto volente o nolente, proprio per questioni di spazio, m'è sempre toccato viverci. Se avessi avuto un letto singolo avrei avuto spazio per una scrivania ma c'ho rinunciato volentieri. Su questo letto c'ho passato i pomeriggi del liceo prima delle interrogazioni a studiare capitoli e capitoli, a programmare e a studiare giorno per giorno ho imparato dopo, e nemmeno bene, su questo letto ho vissuto momenti d'amore, di quello platonico e di quello un po' meno, e di rabbia, incazzature lacrime e tutto il resto, su questo letto mi sono rotolato nelle notti insonni e in questo letto mi sono abbattutto stanco morto dopo un viaggio o ubriaco fradicio dopo una serata stonata. Su questo letto sono nati quasi tutti i fogli gialli e nascono 'ste cazzate che riverso sul blog. Qualunque emozione mi sia passata addosso almeno una volta, mi pare di ricordare, almeno una volta ero qui.
Poi l'ho guardato ancora una volta, e me ne sono andato a letto.
