due somme e un contachilometri

ci sono quei giorni che volente o nolente tracci una riga e tiri giù due somme. A volte il caso a volte il calendario, ma prima o poi capita a tutti. E se lo fai perché una volta l'anno giri un numerino come fosse quello del contachilometri ti può andar bene e ti può andar male; nel senso che sotto sotto siamo tutti un po' lunatici, capita a tutti di svegliarsi una mattina e di aver voglia soltanto di tirare le coperte mezzo metro più in su. Se fai le somme in una di quelle giornate, non c'è niente da fare, i conti sono sempre in rosso. Poi invece ti capita che sei lì a fare i conti nella giornata giusta, che sei stanco sì, che hai mille cose da fare, anche, ma che alla fine tutto scorre come dovrebbe. E allora ogni tanto ce la fai anche a tirarti su di morale. E ripensi a tutta la strada fatta da quando hai girato l'ultima volta il numerino sul contachilometri, a quello che hai visto alle persone che hai incontrato a quello che eri e quello che sei diventato.

Questi numerini che mi hanno ipnotizzato una notte intera su di un nastro d'asfalto lungo tutta la Germania. Ci siamo fatti compagnia per ore, io, loro e i fari di chi condivideva la mia strada, fosse per qualche centinaio di metri o per qualche centinaio di chilometri. E giravano velocissimi questi numerini e mi trovavo da un momento all'altro dal buio di un bosco alle luci di una città tra discese e salite con gli occhi sull'orizzonte dipinto dai fari guardando la prossima curva con le braccia stanche e la moto pesante di me di chilometri di bagagli.

E veloce è corso via quest'anno, pieno di salite e di discese, attraversando posti stupendi e con tante persone meravigliose, per una serata o per qualcosa di più, scambiando due parole o regalandosi molto di più.

Tutto sommato. Quest'anno chiudo in attivo.

Grazie.

Ah! quasi dimenticavo, auguri.