rimane

Mi avevi preso per quello che ero. Ti ho abbandonato per quello che sono. Bravo con le parole più che con le persone. Ho cercato in vita mia tante volte di rimediare, ma nonostante tutti gli sforzi non ci sono mai riuscito.

Di te mi hai detto tanto, io di me ho sempre parlato poco. Quello che hai conosciuto di me è quello che hai potuto intravedere riflesso nelle mie mille passioni, nei miei strani monologhi appassionati.

Forse avresti fatto meglio veramente a non fidarti di me e della mia instabilità.

Rimarrà tra di noi il guardarci ancora stupiti, come la prima volta quando i vestiti caddero soltanto dopo la luce, quando dopo ci rivestimmo in fretta per coprire l'imbarazzo. Rimarranno i miei occhi che ti guardavano nuda sbirciando sotto le coperte. Rimarranno i discorsi fatti girati di spalle per coprire un broncio o un sorriso, parlando di letteratura di politica e di sesso con quel tuo fare imbarazzato quando ti muovevi incerta tra parole soltanto accennate che riempivano di rosso il tuo viso.

Rimarrà la mia mano sinistra che forza un brivido sulla tua schiena e la nostra attrazione magnetica e sregolata.

Rimarrà l'odore della mia pelle su di te e su di me il tuo.