credo che il secondo nome del mio vicino di casa sia Vladimiro

cercavo sensazioni extrasistole leggiucchiando in giro in questa camera surriscaldata col caldo che faceva facevo piovere madonne. L'effetto era comunque oltremare relativo. Il cielo ancora azzurro perché si sa che in questa stagione rosso di sera, bel tempo, si spara. Avevano quindi aperto la caccia a quell'uccello fastidioso che tutte le maledette mattine mi tuba sul davanzale. non che ci avessi capito un tubo. fin qui. proseguii distrattamente ad inanellare parole e frattaglie. ben presto fu un vicolo ceco, ricordo delle scorsoie vacanze estive. mi ricordai improvvisamente che non avevo mai potuto soffriggere Nina Simone né, tantomeno, mio cugino Simone. Tirai una ciabatta allo stereo che in tutta risposta si alzò il volume. Il vicino rispose allo stereo alzando uno scopettone, ma ben presto visto il mio nichilismo ossessivo e la sua omosessualità latente decise di interrare la scopa di guerra tra i glicini e il sam BUCO, o erano Silvia e rosMarino? Visto che già eravamo in peli dei gatti in questioni anagrafico-ortofrutticole passai ben presto a dargli del finocchio, gli serviva per il coniglio, mi disse. Non puntualizzai, il ricamo non è mai stato il mio forte, detto questo mi accostai al muro e suonai il campanello di casa mia dicendo, suonano alla porta devo andare, mentre già mi ero chiuso il portone alle spalle.

Presi in corsa le scale vista la mole uno scalino alla volta e venni tutto d'un fiato a raccontare questa favolosa storia.