Sfavillante giornata d'estate, Pereira e Monteiro Rossi, un giro lungo un secolo ma è ancora colpa vostra se sono qui.
Un passo via l'altro, in faccia tutto il vento e tutto il sole, nell'ora più giusta. La Baixa vomita la sua vita nei vicoli del Chiado.
Nei tavoli consumati nei ciottoli al Cafè A Brasileira affondo lentamente in un morbido galao.
Una faccia di bronzo e un libro.
Eccolo il clichè e non me ne potrebbe fregare di meno.
Il segnalibro fermo sulla pagina stregata. Un'idea delle mie e un viaggio, ce n'ho messo di tempo, grazie per avermi aspettato.
Seduto come piace stare seduto a me, anche tu. Gambe larghe e incrociate, la schiena distesa in un arco e sentire la sedia che si piega e che geme.
Sulla pagina le tue parole che nemmeno qui si lasciano afferrare, ma non sono loro che sono venuto a cercare. La tua città, il sole contrabbandato nei vicoli, il passo lento e l'occhio veloce.
Nella meticolosa operazione di costruzione dei ricordi, il libro è chiuso come i miei occhi.
