mica che stavo tanto bene

Lucine che sbrillucciccano. C'è vita nelle retrovie del blog, non diversa, semmai collaterale. E' una caccia, caccia di immagini. E' una cacca, piuttosto, pestata a più riprese con attenzione e pertinacia.

Guidando con una mano sola l'altra è impegnata a pensare, poi ci sono pensieri profondi e di mani ne servono due e si rischia il frontale. Cambio cd e penso per procura. Procurato allarme, non credo che dovresti, in fondo e in fine non è successo niente. Eh. Mica che stavo tanto bene, per fortuna c'era l'omino lucido accampato dentro. Per fortuna una sega. Lucidato a cera, una lucidità esteriore. Ma se una mano pensa e l'altra guida chi diavolo sta tenendo quella sigaretta. Pensa a guidare, è meglio. Un cd un po' più banale no, roba che nemmeno nella trama di un romanzo di palude. Difficile che un morto riesca a cantare ma la tecnologia non ha limiti, un bravo manager nemmeno. Siamo tutti un po' troie alla fine, perché conviene. La questione che sia il mestiere più vecchio del mondo vista così torna di più. Capita di vendersi, per poco, perché ad un certo punto conviene. Poi trovi quello che troia non è, se te ne accorgi ti frega. Però dai, salviamo il salvabile, prima di vendersi avrà pur fatto qualcosa di buono, butta via il bambino ma non l'acqua sporca. Sono sempre pericolose le umane tendenze, ma sono anche tremendamente divertenti. Questo mi lascia un po' perplesso ma altresì convinto che il sabato sarà pur divertente ma la domenica non è poi da buttar via.