Confondendo cose e ascoltando canzoni.
Un giorno più vicino al giorno della fine.
Il segno delle vene e l'ombra delle mani.
Schermo la luce sotto una fumosa cortina blu, ma non riesco ancora a vederti, distesa tra le anse delle mie onde.
Un gioco in piena luce senza sapere qual è il tuo colore.
Tentato dal rallentare il ritmo, ma incapace di farlo.
Ed è ora.
Le linee convergono tutte dove sei tu.
Chi prima di me ti ha scritto cose così.
Chiudi la porta e butta via la chiave.
Ricordati di me come di un folle, come di un sogno e come di un incubo.
Come il fragore di un tuono in un orecchio.
C'è qualcuno nella mia testa e non sono io.
Una notizia che non vuoi leggere.
Qualcuno che non vuoi incontrare e contro cui non vuoi combattere.
Vattene, poi, cambia l'ombra nella luce, se ne hai voglia, se ne hai il coraggio.
E poi voltati, indietro e dentro, e apriti e chiediti cosa diavolo sta succedendo.
Riesci a vederlo? Tutto ha un senso, espresso nelle parole, tutto ha un senso.
(*) Roger Waters, Amused to death, 1992
