le belle statuine

C'è bisogno di spazio per le cose. Se non ne hai devi farlo. L'essere umano è intimamente feticista. La poca memoria frutto spesso di scarsa organizzazione mentale si ripercuote indomita sull'eccessiva organizzazione delle case, stipate di oggetti inutili, tra maschere africane made in china e barche veneziane di dubbia provenienza trova posto l'orrenda bomboniera del battesimo di quel nipote che adesso ha i capelli lunghi e l'orecchino. Rimane il problema di trovare lo spazio per tutto. Mirabolanti sistemi fatti di incastri e carrelli elevatori dominano mensole e ripiani. Intere legioni di inquietanti souvenir a riempire una vita che alla fine ti sembra una ragnatela di fili appesi tra le feste ricordate. Fili dove stanno appesi lugubri oggetti. Le statuine. Non avrei da piccolo dovuto giocare a pallone in camera. Ringrazio adesso la mia poca disciplina e mi ringrazia sentitamente anche la divinità protettrice dei soprammobili che non ne poteva veramente più di dover prestare la propria attenzione a quelle angeliche statuine cocciute e dorate. Cocciute nemmeno poi tanto se bastava la pallonata di un bambino quattrenne a chiuderne anticipatamente, mai abbastanza, la triste e polverosa agonia.