c'è questa questione delle parole scelte con cura. Brandelli, non pezzi. Perché il pezzo è qualcosa di duro di definito, di scelto. Il brandello no, te lo porti dietro come per caso. E' quello che t'è rimasto appiccicato addosso quando te ne sei andato. E adesso eccolo lì. La mia memoria è fatta a brandelli. Non c'è un costrutto non c'è una logica e soprattutto non ce la voglio mettere. Perché me ne vado e sbatto la porta e voglio lasciarmi dietro soltanto brandelli. Non puoi lasciarti dietro pezzi di vita, puoi soltanto portarteli dentro. Agli altri non puoi lasciare niente, gli altri non sono te. E' la stessa scena dello stesso film ed è DIVERSA. E allora? E allora come faccio a parlare con te, che tanto non mi capisci. Come faccio a spiegarti una cosa. Le mie parole non sono le tue, e non le scelgo con cura. E a me il rosa confetto fa pensare ad un'email vecchia di anni e a te al battesimo del tuo nipotino. E allora? E allora smetto di dirle le cose, uno sguardo scuro ed un silenzio agghiacciante, mi si addicono di più delle parole fraintese.
(*) Commiato, Giuseppe Ungaretti
