Visualizzazione post con etichetta raccogliendo margheritine. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta raccogliendo margheritine. Mostra tutti i post

psicopatologia quotidiana

quattro mura i Beatles e l'ora giusta. si potrebbe anche scrivere un post, pensavo tornando a casa. poi pensi anche no e come al solito apri l'editor di testo (sfondo nero, caratteri verdi, oddio quanto sono nerd) e infili parole una dietro l'altra per dire niente. la coerenza è una interessante forma di pigrizia. perché alla fine di tante giornate non rimane che scrivere. scrivere di rischi che avrei potuto correre e che saggiamente o meno ho evitato. dei rischi che mi sono preso. delle cose che ho detto. sorridendo. delle cose che dico, improvvisamente serio.

non so bene cosa sto cercando, prendo tutto da tutti sperando che qualcosa. ma stasera proprio non ce la faccio a prendermi sul serio. fortunatamente. non lo avrei mai detto. fortunatamente. è uno scambio, è un articolato gioco delle parti, ognuno si prenda il suo ruolo mi dissero. ma perché mi sono sempre chiesto io. perché dovrei avere soltanto un ruolo, o comunque perché dovrei tenermi sempre il mio.

come quegli attori che hanno paura delle etichette, che sei un attore comico o che fai solo piangere, non è che ho paura delle etichette è proprio che mi annoio, è che ho voglia di cambiare, che poi sì sono sempre io, e sono due lettere e un milione di momenti diversi e se mi va di ridere rido, altrimenti sto zitto, e non venitemi a chiedere perché, sono pigro e di spiegare e di spiegarmi proprio non ne ho voglia. Che poi si capisce. Fin troppo. vado in giro e la gente mi urla dietro tana! t'ho visto sai! perché no non si possono essere quattro persone diverse perché altrimenti gli altri rimangono sconvolti perché hanno bisogno delle loro certezze. E le mie di certezze dove le mettiamo? non lo so, ma tranquilli prendono poco posto, mettetevele un po' dove vi pare.

Ma che cazzo ridi? mi racconto le barzellette da solo! e sono così bravo che mi ci viene anche da ridere, e dire che le so già tutte.

Sarà che si comincia con i Beatles e si finisce sempre con i Pink Floyd.

Comodino, T.V.T.T.B!!!

Ho messo a posto i cassetti del comodino. Ora penserete che lo faccio spesso. E invece no, non lo faccio mai, e ve lo avevo detto. In verità ho messo a posto soltanto il primo (sono tre in tutto) ma è quello che considero più importante quindi la cosa è comunque un evento.

E' pieno di fogli gialli il mio comodino, questo l'ho sempre saputo, ma mi ero dimenticato che li conservo ordinatamente piegati in otto, tutti uguali che sembrano piegati a macchina, e tenuti insieme con un elastico. Sono un maniaco, lo so, ora lo sapete anche voi. Dentro una scatola nera sul fondo del mio cassetto, tutti lì, e tutti iniziano nello stesso modo, con la data e l'ora precisa al minuto, sono un maniaco, appunto. E non vi dico l'impressione che fa leggersi le cazzate datate millenovecentonovantasei.

La cosa divertente è che sono gli sfoghi stupidi e banalotti di un coglione di adolescente che non ha mai avuto problemi in vita sua e allora ha deciso di inventarseli i problemi, tutte puttanate per fortuna.

La cosa veramente preoccupante è che quello che scrivo adesso... è uguale.
Vabbè lasciamo perdere quest'aspetto, è meglio.

Poi ho letto anche qualche lettera che invece di non aver mai spedito ho veramente ricevuto. E quello che c'è scritto non ve lo dico, sono fatti miei. Ma una mi ha fatto tenerezza. E' una lettera del millenovecentonovantasei, anche questa, mi viene il sospetto che prima di allora non sapessi nè leggere nè scrivere. Sulla busta c'è il mio nome, è scritto con quei caratteri paffuti che usavamo da piccoli per fare le scritte nei diari, quei caratteri paffuti veramente anni ottanta, di quando ancora il concetto di font, di corpo del carattere, se non addirittura di wordart, ci erano completamente sconosciuti. E poi sulla busta c'è questo T.V.T.T.B. in delle belle lettere in stampatello, circondato da un sacco di cuoricini.

Non c'è niente da fare, è talmente kitsch che mi ci viene da ridere.

Mi sono improvvisamente ricordato perché ci lasciammo.

Non apprezzava il mio sarcasmo.

disguidi

se state facendo un cruciverba, e la domanda è "Può prendere un pesce alla volta, tre lettere" non fatevi trarre in inganno, la risposta non è ANO.