Da grande.

Ti eri scusata e avevi iniziato a parlare, in quel locale: mi avevi chiesto cosa fosse quella birra strana, acida, ti avevo interrotto, che avevo nel bicchiere.
Cioè? avevi chiesto.
Avevo cercato di spiegartelo, senza essere troppo noioso, troppo pedante.
Dopo qualche mia frase, senza senso, mi avevi interrotto tu: ma secondo te la posso bere?
Certo, io la bevo e mi piace, tanto. Dopo un primo incerto sorso grazie è buona, avevi detto, un po' sorpresa, e anch'io.
Poi avevi parlato tu, di te, della tua vita, e avevi detto tanto: t'eri confidata, come si fa a volte con gli sconosciuti sul bancone, perché ci si fida o perché non li si rivedrà mai più.

Io non avevo detto niente, a stento il mio nome, non chi ero o che ci facevo lì.
Solo di birra avevo parlato, e avevo chiuso.
Non parlo mai di me.

Le tue parole però mi avevano fatto pensare e il giorno dopo, in viaggio, mi ero detto che:
Non ti avevo nemmeno detto che da lì a due giorni i miei anni sarebbero stati quaranta e che, pur non volendo, ad un certo punto, anzi no, ad una certa età, si tirano le somme, si traccia la famosa riga e, c'è poi da vedere per quanto, ci si volta indietro.
Dentro.

Da grande.

Avrei voluto essere Hemingway, con lo sguardo lucido e la scrittura asciutta, e un gran finale col botto.
Ma con gli anni di lucido m'è venuta solo la testa, lo sguardo proprio no, e la mia scrittura poi è rimasta disorganica e scomposta, come quello che mi passa nel cervello e poco più.
Avrei voluto aver più tempo per la letteratura: tedesca, russa e americana soprattutto, e anche tutto il resto, con un libro in valigia e uno a casa che mi aspetta da tre anni sempre accanto al letto.
Avrei voluto aver più tempo e soldi per viaggiare, raccogliendo foto e trovandomi straniero.
Avrei voluto cercare sempre il bello, per lasciarmi affascinare e non andarmene mai via, finché c'è qualcosa di nuovo da scoprire.

C'è poi una lista di: ah no, questo poi l'ho fatto.
Però non mi divertono, non ce la faccio a guardare indietro troppo a lungo, è pericoloso: sto guidando.

E poi un ultimo, fondamentale, avrei dovuto:
Mettere la testa a posto.

Ma alla fine per questo c'è ancora tempo.