o magari ero soltanto in vacanza.
in vacanza in America, in vacanza a New York.
No, che avete capito, mica tutto questo tempo. Nel frattempo sono stato anche in India, e poi in un sacco di altri posti, alcuni divertenti, altri un po' meno, altri un po' proprio di merda.
Cos'è che stavo dicendo... già, ora mi ricordo, in vacanza a New York. E quando sono tornato m'è capitato che mi chiedessero com'è e m'è venuto in mente che New York soffre di gigantismo e sbrilluccica parecchio, e che c'è un po' di casino, soprattutto di notte quando cerchi di dormire.
Poi ho pensato che vorrei tanto vedere il contatore di Times Square per capire quanto diavolo consumano in quel posto, e staccarlo quel contatore lì e vedere cosa succede.
Però Brooklyn e la vista da lì sono mozzafiato (soprattutto di notte), se ci andate PRIMA di staccare il contatore.
Ah! e per arrivarci a Brooklyn mi raccomando il Ponte, ché camminarci su è molto meglio che masticarlo.
Ellis Island fa venire i brividi, il WTC fa venire da piangere, la Statua della Libertà tutto sommato no, nessuna delle due.
La vista dall'Empire State Building e dal Rockfeller Center valgono la pena del viaggio, fino a New York, e poi fino su in cima (tranquilli, ci son gli ascensori).
A Central Park ci si potrebbe mettere la tenda (a primavera) anche solo per starsene lì a godersi il panorama della gente che porta in giro briciole di hamburger e sensi di colpa.
MET, MOMA, Guggenheim: eh, vabbè, finché certe cose non le vedi dal vivo, godi solo a metà (cit.).
E me sono andato pensando che a Soho ci vado a fare shopping ma nel Greenwich Village ci vado a vivere.
e Little Italy dov'è? non lo so, devo avere sbagliato indirizzo, io ho visto solo cinesi.
Ma la cosa più importante di tutte, e finché non lo vedi non ci credi, anche se te l'hanno detto tutti, ma proprio tutti è che...
i tombini (non tutti) fumano.
Davvero.
giovedì 19 gennaio 2012
potreiessermidimenticatodivoi
nientepopodimenoche
OicciC
perché
tanto vale riniziare da un nuovo viaggio
alle
00:22
0
hanno pure provato a rispondere
mercoledì 14 luglio 2010
La ricetta perfetta
Un bicchiere ghiacciato di brancamenta ghiacciato.
Anche il bicchiere sì, avevo infilato nel congelatore, lo sapevo che mi sarebbe tornato utile.
Un luglio rovente. Cazzo, un mese e mezzo che non proferisco parola e ora di che parlo? del tempo, ovvio. Di cos'altro diavolo vuoi parlare con questo caldo assassino.
Il tempo già. Quello che né io né gli insetti abbiamo più. Io perché le cose da fare vanno avanti in progressione geometrica: ne faccio una ne spuntano fuori altre tre. Loro perché li ho fatti fuori tutti, ma anche loro in progessione geometrica: ammazzo una zanzara ne spuntano fuori altre tre, e tendenzialmente pure più incazzate di prima: saranno mica parenti.
Come gli insetti, già. Belli lì a godersi quei venti minuti di sopravvivenza, appena si rendono conto che stanno ronzando, che sono tutti lì concentrati ad impare a sbattere le alucce, tutti eccitati a pensare che bello questo rumore che faccio, questo ronz ronz ronz, quasi quasi lo chiamo ronzare, sì, ronzare mi sembra veramente l'ideale E SPLATCH, fine dei giochi. Gioventù bruciata, o schiacciata, fate voi.
Giusto perché quel ronzio rompe proprio le palle, oppure perché non è esattamente piacevole ritrovarsi con uno di quei bubboni pruriginosi addosso.
E intanto il karma peggiora. Sì, anche peggio di così.
E intanto chissenefrega.
Anche il bicchiere sì, avevo infilato nel congelatore, lo sapevo che mi sarebbe tornato utile.
Un luglio rovente. Cazzo, un mese e mezzo che non proferisco parola e ora di che parlo? del tempo, ovvio. Di cos'altro diavolo vuoi parlare con questo caldo assassino.
Il tempo già. Quello che né io né gli insetti abbiamo più. Io perché le cose da fare vanno avanti in progressione geometrica: ne faccio una ne spuntano fuori altre tre. Loro perché li ho fatti fuori tutti, ma anche loro in progessione geometrica: ammazzo una zanzara ne spuntano fuori altre tre, e tendenzialmente pure più incazzate di prima: saranno mica parenti.
Come gli insetti, già. Belli lì a godersi quei venti minuti di sopravvivenza, appena si rendono conto che stanno ronzando, che sono tutti lì concentrati ad impare a sbattere le alucce, tutti eccitati a pensare che bello questo rumore che faccio, questo ronz ronz ronz, quasi quasi lo chiamo ronzare, sì, ronzare mi sembra veramente l'ideale E SPLATCH, fine dei giochi. Gioventù bruciata, o schiacciata, fate voi.
Giusto perché quel ronzio rompe proprio le palle, oppure perché non è esattamente piacevole ritrovarsi con uno di quei bubboni pruriginosi addosso.
E intanto il karma peggiora. Sì, anche peggio di così.
E intanto chissenefrega.
domenica 30 maggio 2010
E' il ciuccio quello che ci manca. No, non quello che intosta a comando.
In questa strana ma non nuova dimensione onirica, quello che ci vuole è sicuramente un ottimo whisky, magari invecchiato un numero sumero di anni, magari con tanta di quella torba addosso da farti pensare che no, non stai bevendo whisky, è soltanto che, nella confusione, ti hanno dato un pezzo di carbone e tu hai iniziato a succhiare.
Tutte cazzate.
Scrivi, scrivi che cazzo ti pare. Scrivi di televisione, scrivi di te, delle scopate che rimedi sotto un ponte o sotto un lampione. Ma, perdio, scrivi bene. Scegliti le parole, non tirarle a caso in mezzo ad una frase soltanto perché ti piace il suono ma non ti ricordi bene il significato. Non è che è una parola DIFFICILE è più ganza di un'altra soltanto perché la conoscono in TRE. Perché magari tra quei tre tu non ci sei. Sono soltanto parole a sproposito. Avresti dovuto, avresti QUANTOMENO potuto, comprarti, noleggiarti o anche soltanto cercarti su goggle, uno schifo di dizionario.
Ah, già, ci vogliono più di tre neuroni tre per capire quello che si legge. Una definizione su di un dizionario può essere in effetti una difficoltà insormontabile, soprattutto perché, eventualmente, può presentare ulteriori parole sì complicate da costringerti ad un ulteriore utilizzo del suddetto dizionario, innescando così una reazione a catena che potrebbe protrarsi, in linea del tutto teorica sia ben chiaro, all'infinito.
La costruzione. Gli ermetici, anime sante, ed altri prima di loro, ce l'hanno detto, ripetuto, inculcato che stravolgere la costruzione di una frase si può, anzi quasi si deve, se si vuole mettere in evidenza una parola, una virgola, anche soltanto uno spazio, una pausa. Ma, allora, perché t'ostini, con perseveranza e pertinacia, a costruire le frasi a cazzo soltanto perché il discorso assume un tono più sostenuto. IO, questo, proprio non lo capisco. Un soggetto dopo quattordici subordinate si può fare, sì. Se sei De Andrè, magari, te lo puoi anche permettere. Se sei il citto del poro schifoso, magari, PENSACI. Perché non sempre la maggioranza sta, magari, qualche volta la maggioranza si schifa e ti manda affanculo, dove cioè, peraltro, ti meriti di andare.
E ora è ora di chiudere.
E soprattutto non t'inventare cazzate, che poi, da vecchio, le paghi.
Ah, già, ci vogliono più di tre neuroni tre per capire quello che si legge. Una definizione su di un dizionario può essere in effetti una difficoltà insormontabile, soprattutto perché, eventualmente, può presentare ulteriori parole sì complicate da costringerti ad un ulteriore utilizzo del suddetto dizionario, innescando così una reazione a catena che potrebbe protrarsi, in linea del tutto teorica sia ben chiaro, all'infinito.
La costruzione. Gli ermetici, anime sante, ed altri prima di loro, ce l'hanno detto, ripetuto, inculcato che stravolgere la costruzione di una frase si può, anzi quasi si deve, se si vuole mettere in evidenza una parola, una virgola, anche soltanto uno spazio, una pausa. Ma, allora, perché t'ostini, con perseveranza e pertinacia, a costruire le frasi a cazzo soltanto perché il discorso assume un tono più sostenuto. IO, questo, proprio non lo capisco. Un soggetto dopo quattordici subordinate si può fare, sì. Se sei De Andrè, magari, te lo puoi anche permettere. Se sei il citto del poro schifoso, magari, PENSACI. Perché non sempre la maggioranza sta, magari, qualche volta la maggioranza si schifa e ti manda affanculo, dove cioè, peraltro, ti meriti di andare.
E ora è ora di chiudere.
E soprattutto non t'inventare cazzate, che poi, da vecchio, le paghi.
sabato 22 maggio 2010
Sono tutti morti. E tu che diavolo ci fai ancora qui. No, niente, è solo che mi veniva di scrivere qualcosa su di un fiume nero e su di una luna gialla che c'ha provato ma proprio non ce l'ha fatta a diventare piena. Su qualcosa che doveva succedere. Di giornate campali, lunghe schifose con un chiodo piantato sulla lancetta dei secondi . Ma poi su quel niente non c'è molto da dire. E allora. Un respiro profondo. Non ce ne sono poi molte di cose di cui valga la pena di scrivere. Non c'è nemmeno più il gusto di riavvolgere il nastro per riascoltare quella canzone. REW STOP PLAY non sono ancora arrivato REW STOP PLAY non ancora REW STOP PLAY merda FFW STOP PLAY ecco adesso sì. L'era digitale mi ha tolto il senso dell'attesa e la voglia di cercare. Scegli un numero e premi un tasto fai doppio clic. Che senso ha. La comodità. Non ho mai usato la selezione scene di un DVD. Un film me lo guardo tutto, perdio, e nel verso giusto, tranne Memento. E non venitemi a rompere i coglioni. datemi soltanto un secchio di popcorn.
Un blog pubblicato in MC LP CD. Un blog da copiare e da trasformare in emmepittrè. La qualità non ne risentirà poi molto, sono, comunque, sempre stato molto low-fi. Sono sempre stato a favore di una masterizzazione consapevole. L'importante è proteggersi adeguatamente e sapere esattamente cosa si vuole.
Un blog pubblicato in MC LP CD. Un blog da copiare e da trasformare in emmepittrè. La qualità non ne risentirà poi molto, sono, comunque, sempre stato molto low-fi. Sono sempre stato a favore di una masterizzazione consapevole. L'importante è proteggersi adeguatamente e sapere esattamente cosa si vuole.
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